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«Quia nec abscondi poterat lucerna sub modio nec vox pii sanguinis retineri» |
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APPROFONDIMENTI
LODI E VESPRI |
LA LITURGIA DELLE ORE. LODI E VESPRI
Tutta l’efficacia della celebrazione della Chiesa proviene dalla sua unica fonte: la divina Eucaristia. La “liturgia della Chiesa” consiste: nell’anno liturgico, nelle Ore sante (Lodi, terza, sesta, nona, vespri, compieta), nei Sacramenti. Al centro di tutto ciò sta la celebrazione Eucaristica.
I SACRAMENTI: sono tutti finalizzati all’Eucaristia. Vediamoli singolarmente: - l’iniziazione cristiana, ossia battesimo e confermazione, ha come punto di arrivo la partecipazione al convito Eucaristico; - la riconciliazione: pure; - l’ordine sacro (nei suoi gradi: diaconato, presbiterato ed episcopato) ha lo scopo supremo della celebrazione Eucaristica; - il matrimonio, ha come base l’iniziazione cristiana e come centro la celebrazione Eucaristica, dalla quale deriva la grazia nuziale. Gli sposi cristiani riproducono nel loro rapporto il “mistero grande” delle nozze di Cristo con la Chiesa; - l’unzione degli infermi: è ordinata alla recezione devota della S.Eucaristia.
LA LITURGIA DELLE ORE Cristo ha insegnato che è necessario “pregare sempre senza stancarsi” (Lc 18,1); la Chiesa mette in pratica questo insegnamento del suo Signore, specialmente con la liturgia delle Ore, la quale – tra le altre azioni liturgiche – ha come sua caratteristica per antica tradizione cristiana, di santificare tutto il corso del giorno e della notte. “Santificare” significa attualizzare, nello spazio a noi offerto (il tempo cioè che ci è dato da vivere) la presenza salvifica di Dio che ci rende santi. Ogni volta infatti che si compie un’azione liturgica, veniamo uniti, messi in comunione reale e profonda con Gesù Cristo, con il Padre e con lo Spirito santo; siamo santificati, cioè resi più figli di Dio. Conviene che nella recita delle Ore si osservi il tempo che corrisponde più da vicino al tempo vero di ciascuna ora canonica. Tale liturgia è strettamente unita all’Eucaristia, in quanto estende alle diverse ore del giorno la prerogativa del mistero Eucaristico, centro e culmine di tutta la vita della comunità cristiana; permette di esercitare pienamente l’ufficio sacerdotale di Cristo, poiché in essa egli stesso è presente quando si raduna l’assemblea, quando si proclama la Parola di Dio, quando la Chiesa supplica e salmeggia; realizza la santificazione dell’uomo, perché quando la Chiesa prega o canta, si alimenta la fede dei partecipanti, le menti sono sollevate verso Dio per rendergli un ossequio ragionevole e ricevere con più abbondanza la sua grazia; consente alla Chiesa di assolvere a quel carme di lode che viene eternamente cantato nelle sedi celesti, pregustando nel medesimo tempo quella lode celeste descritta da Giovanni nell’Apocalisse, lode che ininterrottamente risuona davanti al trono di Dio e dell’Agnello; è una vera preghiera di supplica e di intercessione, poiché esprime i voti e i desideri di tutti i cristiani, anzi supplica Cristo e, per mezzo di lui, il Padre per la salvezza di tutto il mondo; è il culmine e la fonte dell’azione pastorale, poiché coloro che vi partecipano danno incremento al popolo di Dio in virtù di una misteriosa fecondità apostolica. Affinché possano essere raggiunte queste finalità, è necessario che nella celebrazione della liturgia delle Ore la mente si trovi in accordo con la voce, mediante una celebrazione degna, attenta e fervorosa.
LE LODI MATTUTINE E I VESPRI Le Lodi come preghiera del mattino e i Vespri come preghiera della sera, che secondo la venerabile tradizione di tutta la Chiesa sono il duplice cardine dell’ufficio quotidiano, debbono essere ritenute le ore principali e come tali celebrate. Le Lodi mattutine sono destinate a ordinare e santificare il tempo mattutino, in modo da non intraprendere nulla prima di esserci rinfrancati con il pensiero di Dio. Non si limitano però a celebrare il sorgere del sole e l’inizio della giornata, ma ricordano anche la risurrezione di Cristo. I Vespri, celebrati dopo il tramonto del sole, ricordano l’istituzione dell’Eucaristia e la redenzione operata con il sacrificio della croce; sono anche un ringraziamento per tutti i doni ricevuti nel corso della giornata che termina.
L’ORA DI TERZA, SESTA E NONA, O ORA MEDIA. COMPIETA I cristiani, fin dai primissimi tempi, erano soliti pregare nel corso della giornata, interrompendo brevemente il lavoro; la liturgia ha conservato momenti di preghiera all’ora di terza (ore 9), di sesta (ore12) e di nona (ore 15), perché a queste ore si collega il ricordo degli eventi della Passione del Signore; infatti al mattino lo consegnarono a Pilato (Mc 15,1), da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra (Mt 27,45); verso le tre emesso un alto grido, spirò (Mt 27,46). In queste ore si ricordano anche episodi molto significativi per la Chiesa, infatti la discesa dello Spirito Santo ha luogo alla nove del mattino (At 10,9-11); Pietro ha la visione della coppa piena di vivande verso mezzogiorno (At 10,9); Pietro guarisce il paralitico mentre si reca al tempio verso le tre del pomeriggio (At 3,1). Queste Ore hanno lo scopo di santificare le ore del giorno richiamando alla mente il pensiero di Dio; sono brevi, in modo da non interrompere eccessivamente il lavoro.
COMPIETA Compieta non è, propriamente parlando, un’Ora liturgica, perché non santifica una parte fissa della giornata astronomica; si può però chiamare ugualmente Ora in quanto è destinata a santificare un momento particolare della giornata, quello finale, prima del riposo notturno. Nata per essere la preghiera della notte della comunità monastica, è divenuta preghiera della notte della Chiesa.
Maria Bonetti Raffaelli
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