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«Quia nec abscondi poterat lucerna sub modio nec vox pii sanguinis retineri» |
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CINQUANTESIMO DI UNA CHIESA
Una chiesa, una parrocchia, una famiglia. Il 30 maggio c’è stata una grande festa, grande soprattutto per chi ha sentito il dovere di ringraziare il Signore di appartenere ancora ad una famiglia parrocchiale. Quando una persona compie cinquant'anni i coscritti si telefonano per ritrovarsi o quando due sposi fanno le loro nozze d’oro si circondano delle persone che amano: in entrambi i casi per festeggiare quell’avvenimento. Quindi come si può rimanere indifferenti di fronte ad un evento così importante per la nostra Chiesa? La Chiesa dove molte persone hanno ricevuto prima il Battesimo e poi tutti i Sacramenti fino all’ ultimo saluto. La Casa dove siamo passati da soli o accompagnati dai genitori e dai nonni, forse con più fede di adesso. È forse l’indifferenza di oggi a causare tutto questo? Perché questa festa per qualcuno è passata inosservata? Eppure è stata una festa anche di riconoscenza verso i sacerdoti che hanno vissuto la storia, la nostra e quella della nostra chiesa ed è stata una festa di gioia per la presenza dei primi due parroci, don Marco Giuliani e don Ernesto Daz. Infatti credo non ci siano chiese dove, in occasione del 50° anniversario, sia presente il sacerdote fondatore, ma chiaramente non si può paragonare la nostra storia a quella di altre vecchie chiese: ad ognuna il suo tempo. Il lavoro e i vari preparativi sono stati comunque ripagati con soddisfazione dalle persone che hanno contribuito alla riuscita dell'evento. Il Triduo si è aperto con la veglia in onore dei Santi Martiri, al quale ha fatto seguito il concerto del 29 maggio tenuto dai due cori parrocchiali che lo hanno preparato con ore di prove e che è stato molto apprezzato. Poi, il 30 maggio, la Santa Messa solenne delle 10 ha visto la partecipazione di cinque concelebranti: il primo parroco don Marco Giuliani, il secondo don Ernesto Daz, il nostro parrocchiano don Giuseppe Grosselli, padre Gian Luigi dei padri Venturini e l'attuale parroco, don Claudio Leoni. Però c’erano dei posti vuoti: alcuni sacerdoti, tra i quali don Gino Flaim e don Tarcisio Guarnieri, erano assenti per motivi di servizio, nel senso che, a causa della diminuzione generalizzata del numero dei parroci, erano e sono impegnati a seguire diverse chiese. Mi sembra doveroso ricordare anche don Fausto Calovi. È stato molto bello vedere i sacerdoti indossare sul presbiterio le stesse casule rosse, colore usato per onorare il martirio dei nostri Patroni. All’offertorio sono stati mostrati i i segni dei santi. Forse non tutti conoscono la loro particolarità: Sisinio era il lettore, Martirio il diacono e Alessandro l’ostiario (che significa sacrista) e ognuno ha tra le mani il proprio simbolo. Mentre la cerimonia religiosa si svolgeva con solennità in oratorio era in funzione la nuova cucina. Don Claudio ha cercato di fare in modo che per questa ricorrenza venissero completati tutti i lavori riguardanti la chiesa, la canonica, l’oratorio con il piazzale annesso e le nuove piante del giardino e che tutto venisse fatto con attenzione e con gusto. All’esterno, a fianco delle signore del mercatino, il coro ha allestito l’aperitivo per tutti e certo non ci si aspettava che così tanta gente si iscrivesse al pranzo, organizzato molto bene da diverse persone che hanno prestato il loro tempo con generosità e bravura nel cucinare. Un grazie quindi a don Claudio e a tutte le persone che hanno collaborato in tutti i sensi, senza tralasciare nessuno, con la profonda speranza di poter ritornare a celebrare questo tipo di feste con più serenità e concordia, cercando di capirsi senza alcuna divisione e con l'intento di formare una grande famiglia. Un caro saluto a tutta la comunità, con affetto. Ada
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